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C’è pioggia e pioggia…!

Posted by admin on febbraio 28, 2014 in I giorni (diversi) dell'Ethiopia |
© 2014 Roberta Cappelli Arramo, Ethiopia. Rain volley!

© 2014 Roberta Cappelli
Arramo, Ethiopia.
Rain volley!

Galcha, 21.10.2013

Il panorama è cambiato. La vita dentro rimane la stessa!

L’altimetro segna 2500 mt s.l.m. Dicono faccia molto freddo, più che ad Arramo. Sarà che io lo sopporto bene, ma un pile ed uno smanicato a me sembrano più che sufficienti.

Volevo parlare della pioggia. Qui non c’è giorno che si rischi di restarne… all’asciutto. La gente è abituata a conviverci, fa parte della loro vita. Non come da noi, dove 4 gocce sovvertono l’esito di una giornata, le persone sono nervose, il traffico impazzisce e cominci a chiederti perché Dio abbia inventato questo terrificante fenomeno naturale. La gente, qui, è serena. Nonostante tutto. Nonostante il fango che gli entra nelle ossa, nonostante le strade che somigliano a fiumi, nonostante i piedi costantemente ricoperti di poltiglia rossa africana, nonostante i pochi stracci sporchi e bagnati che i bambini indossano su quei loro corpicini, immersi fino alle ginocchia in quel liquido rosso che non lascia intravedere il fondo.

La vita delle persone è sempre la stessa. La pioggia non ferma nulla. Le vedi guadare le strade, talvolta sotto un ombrellino, talaltra sotto una foglia di finto banano, altre ancora sotto il peso di pacchi di foglie che diventeranno “wasa”, uno dei piatti tipici locali, o sotto fasci di legna da ardere, trasportati con eleganza e sicurezza da donne, uomini o bambini.

Ho provato l’ebbrezza e la normalità di un trasferimento da Arramo a Galcha sotto la pioggia. Il tempo di caricare i miei bagagli nella macchina, sotto un diluvio di proporzioni bibliche, e non avevo più un centimetro di vestiti e di pelle asciutto. Completamente da strizzare. Anche perché i 3 maschi africani non si sono minimamente prodigati nel rendermi l’operazione più facile: sembravano cadere dalle nuvole, insieme alla grandine. Solo una ragazzina è venuta ad aiutarmi con le valigie, rimanendo con me a prendere acqua mentre i maschi si prendevano il loro tempo per svegliarsi dal letargo ed aprirci il portellone… Anche questa è Africa! Non lo fanno apposta!

Facciamo una sosta ad Yrga Chiaffe, a ritirare la mia fantastica fototessera dall’ennesimo fotografo locale, e a portarla di corsa, senza perdermi una sola goccia di pioggia, alla società di telecomunicazioni etiope, che finalmente mi consegna la tanto agognata sim card per la connessione internet. Perfettamente inutile, ora, perché a Galcha il network è completamente assente.

Ormai la pioggia mi è entrata nella pelle, così decido di passare una mezz’ora a parlare con la mia famiglia al telefono, mentre l’acqua continua a cadermi addosso e a lavare via persino la mia paura (fondata) di ammalarmi: sono qui, e comincio ad accettare, inconsciamente, di vivere fino in fondo la vita come fanno tutte le persone del luogo.

Il viaggio sarebbe dovuto durare meno di un’ora, secondo fonti locali. Ovviamente sono diventate due, molto abbondanti… Ogni buon occidentale, all’arrivo, si sarebbe andato a cambiare i vestiti e le scarpe completamente zuppi. Probabilmente, e per fortuna, quando sono in Africa dimentico di essere un buon occidentale! Ho subito iniziato a dare le prime indicazioni al Father sull’utilizzo del notebook appena acquistato per la missione, ad installare la stampante, a spiegare l’utilizzo di Excel per i files che utilizziamo maggiormente. E a cercare il modo di caricare 100 birr di credito sul modem, operazione tutt’altro che intuitiva, qui in Ethiopia! Per poi appurare che qua, per i prossimi 10 giorni, non avrò alcuna opportunità di utilizzarlo. Sono soddisfazioni!…

In compenso, al termine della giornata… i miei vestiti sono perfettamente asciutti, le scarpe decisamente meno, ma… ormai hanno stretto una grande amicizia con l’asciugacapelli!… E, a dispetto di tutto, non uno starnuto, non un accenno di raffreddore, niente di niente: mai stata meglio fisicamente in vita mia!

Pioggia: solo una compagna di viaggio nella vita di ogni giorno, qui, nel sud dell’Ethiopia. Basta conoscerla, ed accettarla, e lei accetterà te, e non ti farà alcun male!

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