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Chiese… e dintorni!

Posted by admin on marzo 29, 2014 in I giorni (diversi) dell'Ethiopia |
© 2014 Roberta Cappelli Galcha, Ethiopia. Church (outstation).

© 2014 Roberta Cappelli
Galcha, Ethiopia.
Church (outstation).

Galcha, 23.10.2013

Capitolo a parte lo meritano le chiese.

I mattoni non sono così diffusi, da queste parti. Il fango misto a sterco è il principale materiale da costruzione. Gli esterni sono estremamente sobri: un parallelepipedo marrone, dalle cui pareti escono qua e là fili di paglia, un tetto a punta ed una croce fatta con due bastoni. Delle semplici persiane di legno, talvolta, altrimenti nulla, solo qualche fessura per l’aria. Gli interni, spesso, sono bui. L’elettricità nelle chiese non l’ho mai vista. Aprendo le finestre, dove ci sono, entra una luce bellissima, perfetta per scattare foto, altro che illuminazione da studio!

Oggi, nella chiesa in cui ci troviamo a fare il nostro meeting con le famiglie, sembra di avere la luce di tante lampade al neon: continuo a guardare il soffitto, ma non trovo nulla, a parte 5 fantastici lucernai, incastonati nel tetto di lamiera: lamiera. Lamiere trasparenti, nulla di complicato!

L’arredamento è la massima espressione di un kitch portato all’estremo: addobbi natalizi più o meno ovunque, sull’altare, sul leggio, appesi alle pareti a mo’ di festoni, finanche intorno alle immagini sacre. Le quali spaziano dall’icona simil-russa, al poster dai colori sgargianti, alle cartoline inserite in finte cornicette d’argento, ovviamente in plastica, a primitive stampe da computer inserite in un trasparente con i fori per raccoglitore, puntate al muro di sbieco, con un pezzo di scotch o con un’arrugginita puntina.

E poi cespugli di finti fiori dalle dimensioni irreali ovunque, ad adornare l’ambiente. Insieme a centrini e tovagliette lavorati all’uncinetto più di qualche decennio fa, che vanno dal giallo fosforescente, al verde evidenziatore, al fuscia sgargiante, e che ricoprono inutili tavolinetti, leggii, altari e persino le sedie!

Oggi abbiamo anche una coppa, come portafiori, vinta da chissà chi in chissà quale sport! Per non parlare dell’ultima frontiera in termini di decorazioni: festoni fatti con… la carta igienica!

Anche se, indubbiamente, la cosa più kitch in assoluto resta un improbabile crocifisso in plastica bianca al centro dell’altare con lucine blu e rosse lampeggianti…!

Va bè, comunque viva l’Africa!

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