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Quando la tinta fa la differenza…!

Posted by admin on aprile 30, 2014 in I giorni (diversi) dell'Ethiopia |
© 2014 Roberta Cappelli Galcha, Ethiopia.  Bedclothes.

© 2014 Roberta Cappelli
Galcha, Ethiopia.
Bedclothes.

Galcha, 24.10.2013

Continuo a chiedermi perché, in Africa, non riescano ad usare le lenzuola in tinta unita.

No, non è un vezzo, ma qualcosa di estremamente concreto!

Ok, gli africani sono “creativi”, e spesso anche molto kitsch. Ma non ne faccio certo una questione di stile! In Africa, se vai nell’Africa vera, e non negli hotels per occidentali, o nei lodges, o nelle strutture delle ONG e delle grandi organizzazioni, non sai mai dove ti ritroverai a dormire. E, solitamente, non sono posti dove potrai entrare serenamente al buio, anche se il più delle volte sarai costretta a farlo.

In Africa non si è mai soli. C’è molta vita sociale. Anche nel silenzio della tua stanza. Puoi incontrare di tutto, nello spazio di pochissimi metri quadrati. Dalle zanzare, chiaramente quelle portatrici di malaria (che qui però non sembrano trovarsi a loro agio a causa del freddo), ai ragni, di varie forme, corporature e dimensioni, e più o meno pelosi, a sgradevoli vermi con le ali lunghi 3-4 centimetri, che ti puntano come elicotteri impazziti, ad insetti di differenti razze e religioni (discrete farfalle notturne, lucciole, mantidi religiose), a scarafaggi di diverse nazionalità, con corno o senza, ad enormi blatte che non ti lasciano mai sola, neanche sotto la doccia…

In angoli remoti, assolutamente non per tutti, come il deserto del Turkana, dove mi trovavo l’estate scorsa, la socializzazione si complica, data la presenza di personaggi che non hanno tanta voglia di starti ad ascoltare: scorpioni, ragni, serpenti delle peggiori specie (mamba nero, vipera soffiante, cobra)… Ti mordono e… sei andato!, direttamente al Creatore, in una manciata di minuti.

Qui in Ethiopia, tutto sommato, è un ambiente soft. Se non fosse per delle disgraziatissime e voracissime formiche che mi hanno massacrato le caviglie. Mi ci è voluta una settimana, per capire da dove venissero tutti quei pizzichi appena sopra il calzino. Le perfide ti entrano nei pantaloni mentre cammini in mezzo all’erba, si annidano lì, per un po’, poi, quando decidono, ti attaccano, e tu senti come degli aghi che ti entrano nella carne, provocandoti un fastidiosissimo prurito. Che rimane per giorni.

Dicevamo delle lenzuola, dunque. Eccentriche fantasie bucoliche, con foglie, fiorellini, rametti, un po’ di erbetta… Il rifugio ideale per ogni categoria di insetti & Co.

Fate un po’ voi…!

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