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Storie di… vita sul Turkana bus!

Posted by admin on luglio 7, 2014 in L'altro Kenya |
© 2014 Roberta Cappelli Kitale, Kenya.  Turkana Bus.

© 2014 Roberta Cappelli
Kitale, Kenya.
Turkana Bus.

Kitale, 15.06.2014

Oggi ci aspetta la traversata per raggiungere Lodwar.

Alle 10.40 è già come aver vissuto due giornate intere, tra le vie di Kitale, le pozzanghere, i bambini che sniffano colla (la droga locale), un prelievo al bancomat ed un rifornimento essenziale di acqua e biscotti per affrontare il lungo e faticosissimo viaggio.

Dovevamo partire alle 9.00….. Ma siamo in Africa!

Il bus, come sempre, è carico all’inverosimile. Da vera occidentale (nelle emergenze lo faccio, sì!…) ho fatto carte false per cambiare il posto che mi era stato assegnato. Ora le mie gambe sono perfettamente incastrate tra i sedili ed il mio prezioso zaino fotografico. E resteranno immobili lì, per le prossime 10-12 ore…

Ma a parte il travaglio dei posti, del carico bagagli sul tetto, delle decine di venditori ambulanti che fino alla partenza sono stati praticamente seduti sui nostri corpi, mettendo pericolosamente a rischio la nostra incolumità con le loro ceste in plastica e ferro che si agitavano sopra le nostre teste, il destino aveva in serbo un’altra sventura per noi: il predicatore folle…!

Nel paese delle 1000 e più Chiese (anch’io, domattina, se volessi, potrei svegliarmi ed inventarne una nuova), è spuntato fuori quest’oratore che da oltre un’ora ci sta “deliziando” con i suoi sermoni impossibili, di certo invocando su di noi il giudizio divino, prevedendo chissà quali disgrazie e calamità, nominando molte volte Dio, ed una volta il Paradiso, senza sospettare che l’unica punizione certa che ci è stata riservata in questo giorno è dovercelo subire, senza possibilità di fuga, e che il Paradiso ce lo stiamo giusto giusto guadagnando stamattina sorbendoci la sua nefasta e minacciosa predica…! (beh, in tutto questo, la fortuna vuole che la lingua ufficiale per tali tipi di sermoni sia lo Swhaili, così almeno i dettagli ce li stiamo risparmiando!…). Ma attenzione: lo show sta terminando, e il predicatore che fa?… Sta passando col sacchetto (il cappello qui è un genere di lusso) per le offerte… Come a dire: tocca purepagare per cacciarlo!

Ma al peggio non c’è mai fine: neanche il tempo di riporre il sacchetto, e ne spunta fuori un altro, che effettivamente era in attesa dall’inizio… Dal copricapo, si direbbe un musulmano, e così… ora ci stiamo facendo la seconda sessione, sempre in Swhaili, di cui stavolta non capisco nulla, ma che si potrebbe riassumere con le botte che sta gratuitamente dispensando a destra e a manca, dimenandosi, forse per chiarire i concetti…

Poi all’improvviso tira fuori una pagina di giornale con un articolo sulla coltivazione di qualche strano vegetale “tecnologico”, e pochi istanti più tardi delle fantomatiche boccette contenenti un liquido, pare miracoloso, che curerebbe le più disparate patologie, nessuna esclusa. La scatola riporta anche un disegno abbastanza equivoco… C’è gente che lo compra! Io ne prendo una per fare qualche foto! E non è finita: ora ha tirato fuori un’altra scatola, che sta propagandando. E la mia compagna di viaggio, che ha visibilità sul corridoio, mi dice che ha una valigia e un’enorme busta piene di questa roba… Ma che è? Un informatore medico? Uno stregone evoluto in giacca e cravatta?… Tant’è! Questo viaggio assomiglia sempre più ad una di quelle proposte di gita in pulmann che ti ritrovi in Italia nella cassetta della posta, dove per soli 12 euro ti portano in qualche meta turistica, pranzo compreso, e tu ti chiedi come ciò sia possibile, senza sospettare che lo sponsor della “trovata” è qualche venditore di pentole, o di scatole, o di detergenti per la casa, che ti delizierà per l’intera durata del viaggio, pit stop compresi…!

E mentre il mago continua a tirar fuori dal suo cilindro ritrovati vari per ogni tipo di disagio fisico e non, quello che ho capito davvero è che su questo bus, oggi, sarà davvero difficile riposare, vuoi per le chiacchiere, vuoi per la strada che tenderà a diventare peggiore fino a scomparire nella sabbia man mano che andremo avanti…!

That’s Africa!

 

© 2014 Roberta Cappelli On the road to Lodwar, Kenya.  A ciascuno il suo...!

© 2014 Roberta Cappelli
On the road to Lodwar, Kenya.
A ciascuno il suo…!

 

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