Tanto tuonò… che piovve!
Kalokol, 10.07.2014
Ho i brividi.
E’ una sensazione alquanto bizzarra, da queste parti, in mezzo ad uno dei deserti più aridi, bollenti ed ostili del pianeta.
Piove. Da stanotte, quasi ininterrottamente.
Sono stata svegliata verso le 3.00 dai tuoni: i lampi illuminavano a giorno la mia camera, e la fortuna di avere ben due finestre in 8 metri quadri, che solitamente aiuta a certe temperature, si stava trasformando in qualcosa di diverso…
Grandi manovre si sono rese indispensabili. L’acqua cominciava ad entrare da queste finestre che non si chiudono mai per davvero. C’era da salvare tutto il contenuto della mia stanza: il mio prezioso zaino fotografico (che stazionava giusto pericolosamente su una sedia sotto la finestra!), le due valigie che, sebbene eternamente chiuse, stavano per essere raggiunte da una pozzanghera in rapido avanzamento, il mio zainetto, con documenti, soldi e quant’altro, stagliato di vedetta di fronte ai vetri, la busta con gli indispensabili biscotti-salva-fame (in cui avevo rinchiuso anche il computer per evitargli la sabbia che la notte entra a ricoprire inesorabilmente ogni cosa…), il tavolinetto a due piani con i pochi oggetti “liberi” (borraccia, bottiglie d’acqua per lavarsi i denti, deodorante, dentifricio, crema da sole e fermenti lattici) ed i documenti vitali relativi alle missioni di qui (e non solo, anche dell’Ethiopia…) e a tutte le attività svolte finora…!
Così, in una botta di attivismo notturno, ho spostato ed accatastato tutto negli angoli più sicuri, armata anche di un simil-mocio con cui ho asciugato il pavimento di cemento prima di utilizzarlo come frangi acque…
Poi sono tornata a letto, felice, a godermi il rumore della pioggia, a pensare alla gente di qui che ora potrà smettere di pregare, ad immaginare qualche filo d’erba che spunterà e di cui le capre potranno nutrirsi, a chiedermi come sarebbe stata la giornata di oggi, così strana e diversa dal solito, a decidere segretamente che stamattina, forse, la doccia (leggi: acqua a temperatura ambiente nella bacinella) me la sarei potuta anche risparmiare, perché con questo freddo…!
Ed ora me ne sto qui, dalle 6.30, sotto la zanzariera, a gustarmi questo strano attimo di tregua dal calore perenne, a sentire qualche brivido sulla schiena, a vedermi la pelle d’oca sulle gambe e sulle braccia…
Non c’è nulla da fare! Certe cose si possono apprezzare solo quando non ce le hai!











